COMITATO VERITA’ E GIUSTIZIA PER GENOVA
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In Italia i diritti costituzionali sono passati in secondo piano, la dignita’ dei cittadini e’ stata calpestata due volte: prima con le violenze, poi con la protezione dei responsabili degli abusi e le promozioni dei maggiori imputati al processo Diaz. Nessuno - lo ricordiamo anche all’attuale presidente del consiglio - ha ancora chiesto scusa, a nome dello stato, alle vittime della “macelleria messicana” e degli altri abusi commessi nel luglio 2001 nelle strade, nelle caserme, nelle carceri.
Diciamo la verita’: l’Italia rifiuta di fare veramente i conti con l’abisso di illegalita’ costituzionale che abbiamo vissuto nel luglio 2001 e si dimostra incapace di anteporre le garanzie costituzionali agli interessi degli apparati. La carriera di un dirigente vale piu’ dei diritti dei cittadini. Il dottor Manganelli, che non era a Genova nel 2001 ma fu in costante contatto con i dirigenti imputati per la Diaz, come lui stesso ha riconosciuto quando e’ stato chiamato in tribunale come testimone, non e’ affatto l’uomo della svolta. Il governo, nel sostituire De Gennaro, non ha fatto cenno alle sue oggettive responsabilita’ - etiche, professionali e politiche - per la distrastrosa gestione del G8 e per l’inaccettabile comportamento tenuto dalla polizia nei sei anni successivi.
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